Meurtre
Il suo sguardo ci percorre, piano. Si ferma su ciascuno di noi, e quando arriva mio turno, all’improvviso, sento così freddo che devo nascondere le mani dentro le maniche. E’ uno spiffero, una folata gelida che, liberatasi da qualche parte sotto il suo cappotto di lana, corre a infilarsi proprio dentro il mio maglione sintetico. Mi ha riconosciuta, dunque, e non prosegue oltre nello scandagliare la platea. E’ per me, che è venuta. Per me: quarta fila, secondo posto da destra, rinsecchita in un dolcevita nero, i capelli spettinati. Le mani nascoste dentro le maniche.
Parole immagini di egotique | 12 Ottobre 2007 | 5 Commenti » | Permalink |