
Campagna di Russia
FAMIGLIA: AMA IL SIGNORE. Appesa alla facciata della chiesa evangelica c’è uno striscione con una grossa scritta gialla su sfondo blu, saranno anni, ormai. Scende dal tram una ragazzina: vita bassa, capelli presa-di-corrente, Louis Vuitton, esse sibilante, lampada abbronzante. Vito le fa una smorfia, sputa, bestemmia, scalcia una foglia sul marciapiedi e dà uno strattone al guinzaglio del suo vecchio cane. Sono già le tre del pomeriggio, piove e il cane deve decidersi a fare le sue cose perché Vito ha il suo diario da scrivere, i ricordi di guerra da accatastare prima che la demenza se li mangi, come ha fatto prima con i nomi dei suoi compagni di scuola e poi con quelli dei suoi nipoti.
Caga, boia d’un mondo! Il cane nemmeno si volta, ma in compenso lo fa una signora con un impermeabile azzurrino e un carrello a scacchi al seguito, di quelli per fare la spesa. Per un attimo sembra offesa, poi lo prende per matto. Tutti i giorni, dopo pranzo, Vito porta fuori il cane per sgranchirsi un po’, tanto il cane è così vecchio e zoppo che non c’è rischio che tiri.
Prima di mettersi a scrivere faceva il fabbro in un seminterrato. Chiavi, porte, cose così. Da sotto saliva in strada il fumo di saldatura, qualche volta aveva un odore di carne arrostita. Quando ha smesso, la prima cosa a bloccarsi son state proprio le mani, le mani che usava tanto, che andavano a memoria senza neanche più guardare, veloci, sciolte, come una danza. Si capisce che non ne avevo più bisogno, ha detto a sua moglie. Poi hanno cominciato a cedergli un po’ anche le gambe, e allora si è seduto e ha tirato fuori una scatola di latta delle caramelle Quality Street, di quelle con le guardie della regina. Dentro c’erano delle fotografie della campagna di Russia. Tanto non c’ho nient’altro da fare, ha detto a sua moglie, prima di rintanarsi nel seminterrato dove una volta c’era la bottega. Le fotografie sono state scattate da Vito, perché Vito a suo tempo le mani le sapeva usare, e anche gli occhi. Nella più bella, una contadina con un fazzoletto in testa allatta un bambino in mezzo a un campo.
Parole immagini di egotique | 29 Ottobre 2008 | 1 Commento » | Permalink |