
Baudelaire is my Homeboy
A volte invidio me stessa per quella volta che lessi I fiori del male da cima a fondo, dall’alba fino al crepuscolo della sera, dall’ipocrita lettore (mio simile, mio fratello) fino al raccoglimento. Avevo sedici o diciassette anni. Forse la memoria m’imbroglia, ma non ricordo in tutta la mia vita un’esperienza altrettanto inebriante, né un’età altrettanto lirica. Prima c’erano stati struggimenti e mostri sacri, e anche dopo ne sono venuti. Ci sono stati dischi, romanzi, droghe e amori. E interi ettari di fogli scritti di mio pugno. Ma niente è stato mai come quello. Se oggi ogni tanto lo riapro è per restarne delusa: ritrovo solo le parole, mandate a memoria senza nemmeno saperlo, e mi appaiono eccessive, patetiche, ormai spogliate del loro potere affabulatorio. Ne ho assorbito la pasta, la grana, il ritmo. Fanno parte del mio vocabolario. Ricordo le ispirazioni che ne scaturivano, le atmosfere in cui riuscivano a trascinarmi, eppure non posso più abbandonarmi al loro lirismo sfrontato, morboso, melodrammatico. Le amo perché le ho amate, per qualche cosa che hanno fatto tanto tempo fa, come un ex fidanzato con cui sono rimasta in buoni rapporti. Siamo stati proprio fortunati a conoscerci al momento giusto. Una come me, adesso, Baudelaire non potrebbe mai capirlo.
Parole immagini di egotique | 5 Giugno 2008 | | Permalink |
9 Giugno 2008 alle 19:55
Per il tempo a venire: “Poesie Statiche” di Gottfried Benn o, se vogliamo spingerci su entrambe le rive del mare, le poesie di Hugo Claus (ma non, attenzione, il resto). Restando, in casi fortuiti a metà strada, potremo alzare gli occhi sulle rilkiane “Elegie duinesi”, la Nona soprattutto.
Non è possibile sfuggire alla melma di gabbiani del ‘900 (grazie a dio!).
12 Giugno 2008 alle 16:27
Io avrei dovuto scrivere queste parole. Io avrei dovuto scriverle esattamente come le hai scritte tu. Grazie.
24 Giugno 2008 alle 17:33
un bon bon.
26 Giugno 2008 alle 17:02
Io ti adoro. E non v’è rimedio.
(Ho pensato la stessa cosa per Siddharta e Holden, oltre che per Pound).
14 Luglio 2008 alle 15:46
A me capita uguale ogni volta che riascolto “Aggiungi un posto a tavola”.
20 Luglio 2008 alle 22:12
ti capisco, ma non ti condivido su Baudelaire.
a me è successa la stessa cosa con alcuni libri riletti di Hesse, e ritengo giusto che si cresca e si cambi, ma per trovare già letti o già detto Baudelaire o Dostojewski bisognerebbe averli superati ed io per me lo trovo impossibile.
ti seguo ciao
18 Agosto 2008 alle 14:51
Come Baudelaire, l’intera setta dei poeti maledetti, secondo me.
E fuori dalla cerchia francese, Poe (se ne hai mai lette le poesie), Blake e quant’altro.
Hesse, per farsi del male con una lingua che proprio non posso capire.
E sì, anche qualcuno che non ha mai scritto niente se non sulla mia pelle.
Il tempo è tiranno, ma a volte sa essere dannatamente tempestivo.
16 Settembre 2008 alle 07:25
“Oggi ho sentito posarsi su di me l’ala dell’imbecillità”……
C.B.
17 Settembre 2008 alle 22:47
spero tu non abbia smesso questo blog.
è la pagina letta in rete più vera e bella, forse la seconda via!
17 Settembre 2008 alle 23:45
Sono contento di averti (ri)vista.
Ti aspettavo però molto diversa,
meno bionda, meno vistosa.
Non che sia rimasto deluso, ma con un sito tutto in bianco e nero vederti a colori mi ha stupito.
18 Settembre 2008 alle 07:22
vistosa?
18 Settembre 2008 alle 12:19
posso presentare questa pagina sul mio blog o regalarla ad amici?
18 Settembre 2008 alle 13:07
cara maggie, tu puoi fare tutto quello che vuoi
18 Settembre 2008 alle 15:19
ciao per ora ho segnalato Baudlaire is my homeboy sul mio blog
ma
prometto che mi dedicherò all’esegesi delle fonti de I Fiori Del Male
19 Settembre 2008 alle 00:21
Non dico ti abbia notato anche terry, ma un un po’ vistosa lo eri.
Ora che ci penso, modello mariangela melato dei tempi d’oro.
Ma non è male (essere vistosi intendo)
alla prossima
19 Settembre 2008 alle 07:30
E’ più probabile che terry abbia notato il mio accompagnatore, che quanto a vistosità batte di gran lunga la bottana industriale.
22 Settembre 2008 alle 22:13
Già.
Devo ammettere, con un po’ di vergogna, che anche io ho visto prima lui.
Che vuoi farci, è il prezzo da pagare per girare con un uomo di peso….
Baci (a te, non a lui)
23 Settembre 2008 alle 10:46
Eraclito, godrei nell’incontrarti.