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Manicure

Ti licenziasti dal primo nail bar di Praga, e da allora negasti di aver mai fatto l’estetista. Ma non m’importava: io ti suonavo come un contrabbasso, nel parco, solleticandoti le ascelle con un rametto caduto da un ippocastano. Nonostante tutto, restavi la maggiore esperta di french manicure del paese: mi parve sciocco, da parte tua, rifiutare quell’intervista radiofonica solo per fare uno smacco alla titolare. Ma la vita continuava. Vedemmo la carcassa di una vecchia automobile arrugginita impigliata tra i cespugli, lungo la scarpata. Doveva essere lì da almeno vent’anni. Ti scattai una foto dove tenevi i piedi incrociati sopra la testa, di lontano sembravi un coniglio. La vita continuava, sì. Ti sorpresi a contare tutte le lapidi del vecchio cimitero ebraico, prendendo a calci i turisti che non ti lasciavano passare. Poi mi portasti a dormire su una panchina di Piazza della Città Vecchia, e anche lì ci toccò prendere a calci i turisti. Mi confessasti di non capirne di Liberty, e nemmeno tanto di rococò. Ma non era importante: io non avevo mai letto Kafka, eppure potevo dormire con te su una panchina e farti il solletico ai piedi con una pagina strappata dalla “Lettera al padre”, che tanto, anche se era scritta in tedesco, non l’avrei capita. Mi chiesi se quell’interesse per il Liberty preludesse a una tua futura carriera da guida turistica. Chissà quanti ne avresti fatti neri, in quel caso. La cosa davvero strana era che, pur avendo vissuto per anni di manicure, continuavi a mangiarti le unghie.

[photo: courtesy of Cloridrato di Sviluppina]

Parole immagini di egotique | 10 Aprile 2008 | | Permalink |

Questo articolo è stato pubblicato Giovedì, 10 Aprile 2008 alle 18:37 e classificato in Senza categoria. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi inviare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.

1 Commento a “Manicure”

  1. livefast scrive:

    prendere a calci i turisti. sublime.

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