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Estate (e forse po’ di pace arriverà)

Seguendo le ultime tracce d’estate, l’esilio volgeva al termine. Tuttavia, distaccarsene gli pareva ormai terribile. Era così dolce, invece, camminare lungo queste acque ferme, nel silenzio surreale di una pace immobile. Il lago non tradiva la sua immagine con pieghe o increspature. Quale altra miglior pace l’aspettava, nell’inverno a venire? Forse quella eterna, si diceva inducendosi a scherzare. Quella in cui gli sarebbe toccato specchiarsi in nuove, dure, superfici; non nell’iride calma e fedele del lago, ma nelle pupille deformanti della gente, nella loro benevolenza, nella pietà e nell’indifferenza. Quella in cui avrebbe potuto finalmente dimenticare e tornare quello di prima, prima di quell’estate metafisica, oltre l’esilio e ancora più in là: oltre il ponte del sonno e solo un attimo prima delle parole che gli avevano cambiato la vita. Era così dolce, invece, l’esilio dei diversi, una pace immobile dove la paura, condivisa, dava a volte l’impressione di annullarsi, dove uno sguardo scambiato al passaggio - e poi subito abbassato - bastava a riconoscersi. Dove la fine era, se non l’inizio, il principio alla base di ogni pensiero. Nel seguire le ultime tracce dell’estate, soltanto adesso - cessando di rimpiangere la sciocca ennui della sua esistenza precedente - comprendeva l’irrinunciabile necessità di questo limbo.

[photo: courtesy of Taxiguerrilla]

Parole immagini di egotique | 15 Ottobre 2007 | | Permalink |

Questo articolo è stato pubblicato Lunedì, 15 Ottobre 2007 alle 10:46 e classificato in morphine. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi inviare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.

8 Commenti a “Estate (e forse un po’ di pace arriverà)”

  1. eraclito scrive:

    Del club ermetico però sei la presidentessa,
    affidi a Bruno Martino la tua risposta?
    Devo accontentarmi di questo?
    È vero che avevo chiesto un ammiccamento, ma qui esageri.
    Almeno il paratestuale, canticchiala come bis, con inflessione straniera, seduta su uno sgabello nero…

    Hai vinto tu. Mi accontento. Lo prendo come un sì, ti ho trovata.
    Ho avuto molta fortuna, ma devi riconoscere che sono stato bravo, non era facile.

    Ti ho trovata, ma non sei ancora convinta che sia un bene.
    Ti lascio un po’ di tempo.
    Sono un uomo che (forse) sa aspettare.

  2. egotique scrive:

    uhm… devo cominciare a tremare?
    Le mie antenne dicono Calabria e Rivenditore di navigatori satellitari.

  3. eraclito scrive:

    oddio no..
    sono stato in calabria solo durante le medie e non ho mai usato un navigatore in vita mia.

    Forse devo rileggermi, ma cosa ho scritto sembrare un commerciale calabrese (con rispetto di entrambe le categorie)?

    Mi inabisso in un mare di vergogna.

  4. egotique scrive:

    beh forse le mie antenne hanno qualche interferenza, e allora rilancio e dico: chimico d’esportazione irlandese? E se non è così, mi arrendo nella speranza che non si tratti di serial killer con aspirazioni letterarie, la specie peggiore. Amen.

  5. eraclito scrive:

    chimico irlandese mi piace di più, ma nulla.
    E nemmeno per il killer letterario siamo sulla buona strada.
    (killer non mi vedo bene, sono troppo emotivo, quanto al letterario ho perduto qualsiasi velleità a sedici anni, come fanno i più)

    E non credo che sia un problema di antenne, in fondo abbiamo solo condiviso lo stesso spazio, probabilmente in tempi differenti.
    Abbiamo condiviso anche qualche emozione, se è vero che ti ho riconosciuta in quelle quattro righe (efficaci devo dire) ma non troppo esplicite.

    Ora non so più però come andare avanti in questo gioco che ho inventato mio malgrado,
    in fondo sei tu quella che scrive, io al massimo sono quello che legge.
    A ciascuno la sua perversione…

  6. egotique scrive:

    direi piuttosto che si tratta di un grande equivoco e di un’incredibile coincidenza.

  7. simone scrive:

    E tutto finì fantasticamente a tarallucci e vino. E anche Giordano Bruno è contento, m’ha chiamato poco fa.

  8. eraclito scrive:

    equivoco o coincidenza?
    Ormai mi sono perso

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