
Premonition
Non fece nulla, non poté mai accusarsi. L’aveva accolto, ricevuto, e poi l’aveva lasciato uscire. Essere scelti non era poi così diverso dal farsi scegliere, era questione di un attimo, era tutto condensato in quell’attimo, questione di pochi minuti. Ma una volta trascorso il primo scambio impacciato non cambiava nulla. Il rischio era lo stesso e se perdevi, se avevi quella maledetta sfortuna, la qualità del dolore non cambiava. E così, fin dal principio, aveva deciso di farsi scegliere. Lo aveva fatto senza rendersene conto, era semplicemente logico, razionale, e lei era così tirchia, pigra, indifferente a se stessa che non avrebbe sopportato l’idea di avventurarsi alla ricerca di occasioni. Quando fu scelta, dovette ammettere di aver avuto ragione: non cambiava. Fece passare quell’attimo impacciato ed estraneo e dopo meno di un’ora lui le fu caro, familiare. Fu lui a sceglierla, un giorno, e fu lui ancora, il giorno successivo, a cambiare direzione. Lei richiuse la porta e aspettò che il dolore salisse, ma non protestò. Sapeva per intuito che non sarebbe servito. Lasciò che amasse un’altra, o almeno lo immaginò. Qualcuna che lei non conosceva ma che, quasi certamente, mancava di tutti i suoi difetti e possedeva in abbondanza ciò a lei difettava. Non migliore, non peggiore, solo diversa.
Parole immagini di egotique | 12 Settembre 2007 | | Permalink |
14 Settembre 2007 alle 09:51
majestic. perché il dolore funziona sempre così bene?
18 Settembre 2007 alle 10:00
Già, perché?
A parte questo.
Tu sei brava. Davvero brava.
20 Settembre 2007 alle 08:34
Ciao Lips, complimenti scrivi davvero bene
K